La giuria presieduta da Claudio Cordova e composta da Cecilia Anesi, Flavia Barsotti, Sara Manisera e Giulia Presutti ha decretato vincitore del concorso Andrea Lattanzi, che riceve un riconoscimento di 2000 euro, ed ha assegnato la menzione speciale a Giuseppe Pastore e Davide De Pascale.

NEL SALONE DEI CINQUECENTO PALAZZO VECCHIO I PREMIATI CON IL SINDACO DARIO NARDELLA ANDREA LATTANZI, GIUSEPPE PASTORE,DAVID DE PASCALE, ANDREA SPINELLI BARRILE
FOTO Enrico Ramerini /CGE Fotogiornalismo

Il reportage con cui Andrea Lattanzi ha vinto il premio è un video, un prodotto Gedi uscito sulle testate on line di La Repubblica e La Stampa, ed è intitolato “Una vita senza Big tech, storie di chi cerca alternative ai giganti del web: non barattiamo i nostri dati per i loro servizi”. Si tratta di un lungo lavoro, documentato e dettagliato, che va a investigare il mondo di chi ha deciso di vivere senza le cosiddette “Big Tech”, come Google ed altri colossi. Una indagine che incarna perfettamente lo spirito del bando incentrato sul tema dell’intelligenza artificiale. E quindi la schiavitù dall’intelligenza artificiale.

Mentre il lavoro svolto da Giuseppe Pastore e Davide De Pascale è uscito su Futura News il 9 luglio 2021, la testata online del Master in giornalismo di Torino “Giorgio Bocca”. Si tratta di un podcast dal titolo “Pepper, un robot per amico”. Un pezzo sulla robotica sociale e su come essa possa aiutare le famiglie che hanno bambini autistici. Pepper è un robot umanoide capace di stimolare le interazioni tra ragazzini con autismo ad alto funzionamento. Una bellissima storia, che riguarda anche una vicenda di grande innovazione. Tecnologica e sociale.


MOTIVAZIONI DEL PREMIO, DELLA MENZIONE SPECIALE E BIOGRAFIE DEI GIORNALISTI

Andrea Lattanzi vincitore del Premio Letizia Leviti under 35 edizione 2021

“Il suo è un lavoro ‘politico’. Nel senso più alto del termine. Un lavoro di visione, di concetto, che ci dimostra come, anche in questi anni che viviamo, ci si possa “slegare” dai vincoli della tecnologia. O, almeno, da quelli della “Big Tech”. Il suo è un lavoro di ricerca, non tanto e non solo della verità. Ma una ricerca di contenuti, di risposte. Il giornalismo non è solo raccontare e scoprire. Ma anche far riflettere, far comprendere. Che un progresso diverso è possibile e che il cosiddetto “anello debole” è anche il più forte. Perché spezza la catena”.

> A questo link è possibile visionare il reportage di Andrea Lattanzi.

Cenni biografici

Andrea Lattanzi (Carrara, 29/05/1987), è un giornalista pubblicista e videomaker che vive e lavora a Milano. Dopo il diploma di perito e capotecnico informatico a Massa, si trasferisce a Firenze dove si laurea alla magistrale in Scienze della Politica. Qui si avvicina al mondo del giornalismo fondando con alcuni colleghi studenti il periodico Riot Van. Ha lavorato per varie testate di informazione e attualmente, oltre l’attività libero professionale, collabora con i siti del gruppo Gedi per cui realizza servizi e reportage. È tra i fondatori dell’associazione GvPress, che tutela e promuove il lavoro dei giornalisti videomaker in Italia. Autore del saggio “Librai: si salvi chi può” (GoWare, 2013), ha scritto per Effigi il libro Eravamo tanto amati (2018) che ripercorre le vicende della sinistra toscana 30 anni dopo la Bolognina e dal quale è stato tratto l’omonimo documentario. Malgrado tutto, continua a credere in un mondo migliore.


Giuseppe Pastore e Davide De Pascale

menzione speciale

“Ci hanno mostrato l’altro volto della tecnologia. Non quella che ci fa divertire, trascorrere il tempo libero. Non quella che ci aiuta sul lavoro. Non quella che, purtroppo, sempre più spesso, distrugge. Materialmente ed emotivamente. Il loro è un lavoro dolcissimo. Che ci dimostra come il progresso possa davvero aiutare. Anche chi è in maggiore difficoltà. Hanno avuto la capacità di mostrarci il “volto umano” della tecnologia. In un meraviglioso ossimoro, che tocca il cuore. E che ci dà la speranza di un Giornalismo, che, fin dalle scuole, creda ancora in un cambiamento tramite le emozioni”.

> A questo link è possibile ascoltare il podcast di Giuseppe Pastore e Davide De Pascale.

Cenni biografici

Giuseppe Pastore, classe 1995. Nato e cresciuto in Puglia, a Barletta. Inizia a occuparsi di cronaca locale nel 2016, durante gli studi universitari, per poi diventare giornalista pubblicista nel 2019. A maggio 2020 si laurea con 110 e Lode in Giurisprudenza, con una tesi sullo scioglimento dei consigli comunali e provinciali con particolare attenzione ai casi di infiltrazione mafiosa e al caso “Mafia Capitale”. Nell’estate dello stesso anno segue la campagna elettorale per le elezioni regionali pugliesi come ufficio stampa di un candidato al consiglio. A novembre si iscrive alla scuola di Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino, dove inizia il praticantato. A settembre e ottobre 2021 fa uno stage nell’area politica di Fanpage.it, a Roma. Attualmente è a Torino per il secondo anno della scuola di Giornalismo e collabora con il nuovo quotidiano di Puglia e Basilicata “L’edicola del Sud” e con i portali online di “Viva network”.

Davide de Pascale, classe 1995, laurea in giurisprudenza, vive a Torino.

Curioso patologico, appassionato di politica, di sport e di tutto quello che lo circonda. Nuove i primi passi del mestiere più bello del mondo.

 


I momenti della premiazione

A proclamare il vincitore Andrea Lattanzi e a svelare la menzione speciale a Giuseppe Pastore e Davide de Pascale è stata Myrta Merlino in collegamento da remoto. Le targhe ai vincitori del 2021 sono state consegnate da Giovanna Lio, mentre il premio della IV edizione ad Andrea Spinelli Barrile e la targa a Lavinia Nocelli, menzione speciale 2020, sono stati consegnati da Francesca Borri.

Inoltre i quattro giornalisti premiati in precedenti edizioni Sacha Biazzo, Andrea De Georgio e Daniele Bellocchio in collegamento Skype, e Francesca Borri hanno raccontato le loro esperienze professionali degli ultimi anni, testimoniando rispettivamente l’importanza del giornalismo investigativo sotto copertura, l’evoluzione della situazione in Mali, la guerra del Nagorno Karabakh e le recenti vicende afgane.

Durante la cerimonia Pierluigi Berdondini ha letto un testo poetico da Foresta mia dizionario di Márcia Theóphilo.


intervento di Myrta Merlino
intervento di Dario Nardella
testimonianza di Giovan Battista varoli
intervento di Paolo Graldi
intervento Claudio Cordova
intervento di Francesca Borri, Sacha Biazzo e Daniele Bellocchio (vincitori edizioni precedenti)
 intervento di Andrea Spinelli Barrile e Lavinia Novelli (vincitore e menzione speciale edizione 2020)
Andrea Lattanzi e Davide De Pascale e Giuseppe Pastore (vincitore e menzione speciale edizione 2021)
intervento di Pierluigi Berdondini